
DESCRIZIONE | Si vede una figura femminile genuflessa su un inginocchiatoio nell’atto di pregare. |
PAROLE CHIAVE | – |
ICONCLASS | 11Q212 |
MOTTO | “IUVENTUS ABSQUE CONTINENTIA MISERRIMAM GENERAT SENECTUTEM” |
TRADUZIONE MOTTO | Una giovinezza senza continenza genera una disastrosa vecchiaia. |
FONTE
MOTTO |
L’autore di questa frase, purtroppo, non è chiaro chi sia. Sulla facciata del Seminario è presente il nome di Cassiodoro, ma dalle mie ricerche non risulta nessuna frase di questo tipo attribuita a lui. Del resto, non sarebbe la prima volta che il nome presente sulla facciata non corrisponda all’autore effettivo del motto latino.
Una frase simile al motto può essere rintracciata in Sant’Aurelio Agostino, De Civitate Dei, Libri I, cap. 27. |
COMMENTO
MOTTO |
La virtù della Meditazione spirituale potrebbe essere ciò che un giovane dovrebbe esercitare per non incorrere in una “disastrosa vecchiaia”, come riporta il motto.
Infatti, Cesare Ripa nella descrizione di questa virtù nell’Iconologia scrive “chi medita si nasconde in loco ritirato et stassi solitario, fuggendo l’occasioni della distrattion della mente”. Queste parole si possono collegare con quanto detto nella sentenza latina: chi esercita questa virtù non si distrae, evitando una “giovinezza senza continenza”. |
IDENTIFICAZIONE
SOGGETTO |
Oltre al significato del motto latino, l’interpretazione di questo affresco si basa sulla descrizione della Meditazione spirituale nell’Iconologia del 1625 e sulla sua rappresentazione nel’edizione del 1643.
Ulteriore ipotesi: Preghiere a DioCesare Ripa scrive che l’allegoria delle Preghiere a Dio è rappresentata come come una donna genuflessa, con la testa rivolta verso l’alto, nell’atto di pregare mentre dalla cui bocca esce una fiamma. (Iconologia, 1625, p. 526) |
FONTI | – |
LINK | Meditazione spirituale nell’Iconologia di Ripa |